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L'invisibile luce delle stelle

di Roberta Antolini

Esiste un segnale che ci arriva copioso da tutte le stelle che non è una componente della luce e che non può essere osservato dai comuni strumenti dell’astronomia (telescopi ottici, radiotelescopi etc.).
Questo segnale è costituito dai neutrini, particelle neutre con massa piccolissima, dotate della caratteristica di interagire molto debolmente con la materia, che permette loro di attraversare grandissimi spessori di materiale senza esserne fermati.
Nel sole i neutrini lasciano il nucleo, dove vengono prodotti dalle reazioni di fusione nucleare, in poco più di due secondi (la loro velocità è prossima a quella della luce), mentre ad esempio un fotone prodotto nella stessa zona impiegherà circa un milione di anni ad uscire a causa della sua interazione elettromagnetica con la materia solare.

La supernova 1987 a da cui provengono i neutrini cosmici rivelati ai LNGS

I neutrini trasportano informazioni in tempo reale su quanto accade all’interno del sole e delle altre stelle, e inoltre forniscono fondamentali elementi per comprenderne il funzionamento. Nonostante il flusso di neutrini dal sole sia enorme (circa 60 miliardi di particelle ogni secondo attraversano un’area di un cm quadrato), a causa della scarsissima probabilità di interagire con la materia, per poter rivelare i neutrini è necessario disporre di enormi apparati sperimentali dotati di grande massa come bersaglio.
Tali apparati devono essere protetti dal “rumore” generato dalla pioggia di raggi cosmici che cade continuamente sulla superficie terrestre. A questo scopo, gli esperimenti per la rivelazione dei neutrini, sia di origine naturale (sole, supernove etc.) che artificiali (da acceleratori o reattori nucleari) devono essere localizzati nelle profondità marine o sotto grandi spessori di roccia.
Lo studio della natura e delle caratteristiche dei neutrini che permeano l’universo (esistono un miliardo di neutrini per ogni protone presente nel cosmo) potrà darci informazioni essenziali per la comprensione dell’origine dello universo stesso.